Parotite: sintomi, cura e prevenzione degli orecchioni

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La parotite (popolarmente detta "orecchioni") è una malattia epidemica che colpisce prevalentemente l’età scolare, causata da un paramyxovirus, tipica dell’uomo (non si conoscono casi di parotite epidemica negli animali), che tende a guarigione spontanea.

Epidemiologia

Nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione la malattia è epidemica e colpisce il 90% dei soggetti, che all’età dell’adolescenza possiede gli anticorpi verso il virus. La stagione preferenziale delle epidemie è la fine dell’inverno e la primavera, con nuove epidemie ogni 2-5 anni.
L’efficacia del vaccino è dimostrata dai dati degli USA, in cui, prima dell’obbligatorietà della vaccinazione, l’incidenza della parotite epidemica era di 100-200 casi ogni 100.000 abitanti; dopo l’introduzione del vaccino, nel 1968, l’incidenza è diminuita ad 1.1 casi ogni 100.000 persone, con una diminuzione del 97% rispetto all’anno precedente e con la riduzione fino alla cifra record di 1.640 casi nel 1993 in tutti gli Stati Uniti.

Trasmissione e sintomi della parotite

La trasmissione avviene tramite le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti, come per il morbillo. Il tempo di incubazione è di 18 giorni, con una contagiosità che inizia una settimana prima della manifestazione dei sintomi e perdura fino a 7-8 giorni dopo l’esordio della malattia.
L’inizio della malattia è caratterizzato da febbre non elevata, sensazione di malessere, cefalea e mancanza di appetito (sintomi del tutto identici a molte altre malattie virali). Solamente dopo qualche giorno si manifesta l’ingrossamento caratteristico a livello delle ghiandole salivari maggiori, cioè le parotidi, da uno o da entrambi i lati, e da questo momento per le successive 48 ore la contagiosità raggiunge il suo punto massimo. L’adenite è facilmente distinguibile dalle solite adeniti sottomandibolari perché riempie il solco retro-mandibolare (cioè il gonfiore è dietro la mandibola e non sotto) e può sollevare il lobo dell’orecchio in avanti.

parotite

Le ghiandole salivari minori, sottomandibolari, in qualche caso possono essere colpite dal virus e gonfiare, anche se non è la regola. Quando la malattia colpisce entrambe le parotidi il bambino presenta un aspetto caratteristico, simile alla testa di un gatto, tanto che in qualche regione è detta popolarmente “gattoni”. L’ingrossamento delle parotidi prosegue, accompagnato da dolore, per circa 3 giorni, seguito poi dalla scomparsa della febbre, della tumefazione e del dolore, che è completa in 7 giorni.

Rischi e complicazioni

Non sono rare, e prevedono innanzi tutto una meningite linfocitaria, che ha una incidenza del 15% tra tutti i casi di parotite epidemica: i sintomi sono quelli di irritazione meningea (cefalea, rigidità nucale, stato soporoso, vomito) e compaiono 4-5 giorni dopo l’esordio della malattia, anche se in casi rari è stata dimostrata la precedenza della meningite rispetto alla parotite stessa. La complicanza meningea colpisce molto più spesso i maschi rispetto alle femmine, per motivi non conosciuti, ma fortunatamente la guarigione spontanea senza sequele neurologiche è la regola, dopo 6-7 giorni, anche se alterazioni biochimiche e morfologiche del liquor possono perdurare fino a 5 settimane.

Una complicanza frequente nei maschi in età post-puberale è rappresentata dall’orchite, o meglio da una orchi-epididimite che si verifica nel 15%-30% dei casi, dovuta a replicazione virale nei tubuli seminiferi. L’orchite si manifesta una settimana dopo l’inizio della malattia, con un rigonfiamento spiccato e doloroso del testicolo, nausea, febbre e cefalea. La risoluzione avviene entro 7 giorni, anche se un indolenzimento testicolare può perdurare settimane. In una percentuale di casi che varia dal 30% al 50% l’orchi-epididimite può esitare in atrofia testicolare, anche se la sterilità è molto rara.

Altre complicazioni, molto meno frequenti, sono rappresentate da sintomi a carico di ghiandole varie, dal pancreas alla tiroide o alla mammella.

Terapia e cura degli orecchioni

L’unica terapia possibile è sintomatica: idratazione, antipiretici, analgesici. Non esiste una regola fissa per il trattamento locale del rigonfiamento parotideo: alcuni bambini traggono sollievo dagli impacchi freddi, altri, se pur stranamente, trovano sollievo dall’applicazione di impacchi caldo-umidi (il vecchio rimedio della nonna con camomilla fritta in olio). Per quanto riguarda l’orchite è necessario riposo a letto, sostegno dello scroto ed impacchi freddi.

Prevenzione della parotite

Il punto fondamentale della prevenzione è dato dalla vaccinazione con virus vivo e attenuato, che normalmente viene eseguita contemporaneamente alla vaccinazione contro morbillo e rosolia, eseguita a 15 mesi, che conferisce un’immunità del 95%, aumentata dalla dose di richiamo a 5 anni.
Le complicanze dovute al vaccino, sempre presenti come per qualsiasi altro vaccino, sono comunque nettamente inferiori come frequenza e come gravità alle complicanze causate dalla malattia naturale.

 

Per approfondire guarda anche: “Parotite“

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