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Ora legale: quali gli effetti sulla salute di chi lavora?

ora legale quali gli effetti sulla salute di chi lavora
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La notte del 24 marzo le lancette dell’orologio andranno spostate un’ora in avanti. Torna l’ora legale, tanti i vantaggi su lungo periodo: un’ora di luce in più, infatti, incide positivamente sull’umore e sul benessere psicofisico sia per i grandi che per i bambini.

Ma nell’immediato possono presentarsi piccoli disturbi. Addirittura Martin Young, dell’Università dell’Alabama, mette in guardia sui possibili effetti negativi che questo cambiamento di orario potrebbe avere sulla salute cardiovascolare di chi è particolarmente stressato e lavora su turni di notte.

Non è un caso, spiega lo scienziato statunitense, che il lunedì e il martedì successivi all’entrata in vigore dell’ora legale ci sia un aumento del 10% del rischio di attacco cardiaco (al contrario ad ottobre si registra un calo, quando si sposta l’orologio un’ora indietro). Ma in che modo il cambiamento di orario potrebbe incidere sulla salute? In tre modi, spiega lo studioso.

Innanzitutto la deprivazione del sonno può alterare il modo in cui l’Organismo risponde alle infiammazioni e favorire un attacco cardiaco, ciò vale soprattutto per chi lavora su turni; inoltre spostare l’orologio un’ora in avanti può compromettere la regolarità del ritmo circadiano, che regola il ciclo di veglia e sonno, e ridurre la capacità di far fronte a stress e shock di varia natura.

Infine, il cambiamento di orario rischia di ridurre anche l’efficacia della risposta del sistema immunitario. Young spiega che spostare di un’ora in avanti l’orologio non fa che anticipare un’altra ora di Sonno che però l’organismo non recupererà mai e ciò ha un impatto negativo su chi soffre lo stress. Come preparare l’organismo all’entrata in vigore dell’ora legale?

Young ha qualche suggerimento da dare. Il sabato e la domenica meglio svegliarsi con mezz’ora di anticipo così l’organismo sarà più preparato quando la sveglia suonerà il lunedì mattina, fare una ricca colazione e uscire presto al mattino, magari per fare un po’ di attività fisica (ma non se si soffre di qualche patologia cardiovascolare).

Questi accorgimenti aiuteranno l’organismo e l’orologio biologico ad adattarsi lentamente al cambiamento e a non patire troppo lo Stress del lunedì mattina, quando ci si dovrà alzare presto per andare a lavoro.

Il punto di vista
Medicina del lavoro

Numerosi studi scientifici condotti principalmente sulla deprivazione cronica di sonno, hanno messo in evidenza vari effetti negativi a carico dell’organismo: riduzione dello stato di vigilanza, di attenzione e di concentrazione, disturbi percettivi, affaticamento cronico, disturbi digestivi, abbassamento delle difese immunitarie, turbe cardiache, disturbi psichiatrici, etc., e le conseguenti ripercussioni sulle relazioni sociali, sulle performances lavorative.

Nel 2009 l’Università del Michigan pubblicò un studio retrospettivo sull’andamento infortunistico lavorativo correlato al cambio dell’ora legale. Lo studio indagava sul numero di infortuni segnalati dalla Mine Safety and Health Administration dal 1983 al 2006.

I ricercatori analizzarono il numero degli infortuni occorsi il lunedì successivo al week-end del cambio dell'ora legale ed il numero delle giornate lavorative perse a causa delle lesioni riportate dai lavoratori. I risultati furono altamente significativi, rilevarono infatti un numero di infortuni associati all’ora legale più che triplicato (3,6 volte in più rispetto all’ordinario), ed un numero di oltre 2600 giorni lavorativi persi a causa delle lesioni riportate (68% in più rispetto all’ordinario).

Nell’ambito occupazionale, la medicina del lavoro ha rivolto sempre particolare attenzione a tutti quei lavoratori che svolgono attività nelle ore notturne, lavoro a turni, mansioni a elevata responsabilità sull’incolumità di terzi. Fisiologicamente, tali lavoratori, si trovano in una condizione di svantaggioso adattamento dei loro ritmi circadiani, risultando variabilmente in debito di sonno.

A causa degli effetti additivi della perdita parziale cronica di sonno, deprivazioni minori di sonno cumulatesi quotidianamente e/o deprivazioni acute di sonno, possono indurre un importante debito di sonno, aumentando il rischio di infortuni e di errori. Di fronte a tali rischi, occorre agire preventivamente, attraverso la pianificazione e l’organizzazione degli orari e turni di lavoro, al fine di minimizzare il debito di sonno.

Ad es.: velocizzare la rotazione dei turni dei lavoratori, limitando il numero di turni di notte consecutivi; interporre almeno 11 ore di intervallo tra due turni, per aumentare il recupero di sonno; favorire la cosiddetta rotazione dei turni in ritardo di fase in senso orario (mattino>pomeriggio>notte); non iniziare troppo presto il turno del mattino, in modo da limitare la perdita dell’ultima parte del sonno ristoratore, ricca di fase REM.

06/06/2015
22/03/2012
TAG: Medicina del lavoro | Salute sul lavoro