Prevenzione primaria e secondaria

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Terapia dei tumori

Negli ultimi decenni sono stati compiuti passi enormi nella terapia dei tumori. Tuttavia, il cammino da compiere è ancora lungo. In tale situazione, assume importanza fondamentale un'azione preventiva nei confronti dei tumori stessi.

Sono possibili due forme di prevenzione:

  1. la prevenzione primaria, che consiste nell'eliminare, o almeno ridurre, l'esposizione dell'organismo alle cause note di cancro;
  2. la prevenzione secondaria, che vuol dire individuare i tumori (o le lesioni che ne precedono l'insorgenza) in una fase tanto precoce che non abbiano ancora causato danno all'organismo e siano guaribili con terapie poco aggressive.

L'educazione sanitaria diventa essenziale ai fini di un'efficace prevenzione. A questo scopo la Comunità Europea, nell'ambito del programma 'Europa contro il cancro', ha emanato un elenco di dieci semplici regole per la popolazione ai fini di promuovere una corretta prevenzione nei confronti dei tumori. Tali regole sono note come Decalogo Europeo contro il Cancro.

Tale decalogo è composto sia da norme di prevenzione primaria (le regole da 1 a 6), sia da norme rivolte alla identificazione precoce dei tumori (prevenzione secondaria). Queste ultime sono particolarmente importanti in quanto con la sola prevenzione primaria si può ridurre in parte il rischio per alcuni tumori, ma mai eliminarlo completamente.

Il Decalogo Europeo contro il Cancro

  1. Non fumare. Per i fumatori: usare sigarette con filtro e contenuto di catrame inferiore a 5 mg;
  2. non eccedere nel consumo di alcolici;
  3. evitare l'eccessiva esposizione al sole, specie con la pelle chiara. Evitare assolutamente scottature, specie nell'infanzia;
  4. seguire attentamente, soprattutto negli ambienti di lavoro, le norme di sicurezza relative alla produzione e all'uso di sostanze che possono essere cancerogene;
  5. mangiare frequentemente frutta fresca, verdure e cibi integrali;
  6. non aumentare troppo di peso e limitare l'uso di grassi e di carne;
  7. rivolgersi al medico appena ci si accorge di un'insolita perdita di sangue, di un cambiamento (di forma o di colore) di un neo, della comparsa di un nodulo;
  8. rivolgersi al medico con sintomi persistenti come tosse, raucedine, cambiamenti delle abitudini intestinali, e un'inspiegabile perdita di peso. Dopo i 40 anni è consigliabile sottoporsi annualmente a controllo medico della cavità orale e ad esplorazione rettale;

Per le donne

  1. Fare regolarmente il PAP test, una volta ogni tre anni tra i 25 e i 65 anni d'età. È preferibile effettuare il test nell'ambito di un programma di Screening organizzato del SSN;
  2. controllare il seno regolarmente, specie dopo i 30 anni d'età. Dopo i 50 anni fare una Mammografia ogni 2 anni. È preferibile effettuare la mammografia nell'ambito di un programma di screening organizzato del SSN.

La prevenzione primaria

La prevenzione primaria si può praticare ogni giorno autonomamente. Le buone abitudini sotto suggerite infatti lavorano quotidianamente per tenere lontano il cancro, ma, oltre ad essere preziose per la salute, migliorano la qualità della vita.

  1. Prendere il 'vizio' di non fumare
    Fumare non fa bene. Le sigarette aumentano le probabilità di esporsi a molte malattie: dal Cancro all'infarto; dai problemi cardiaci all'ictus cerebrale; dalle bronchiti croniche ostruttive ad altri disturbi dell'apparato respiratorio.
    Per non parlare dell'avvizzimento precoce della pelle, della minor resistenza alle infezioni e della minor fertilità sia degli uomini che delle donne. Ridurre le sigarette e fumare light è un passo, ma l'ideale è smettere di fumare. I benefici non si faranno attendere.
  2. Bere sì, ma con misura
    Un paio di bicchieri di vino al giorno fanno bene. L'importante è non andare oltre abitualmente per non danneggiare il fegato. L'abuso di superalcolici provoca un'irritazione del cavo orale, della faringe e del primo tratto del tubo digerente che può, a lungo andare, favorire l'insorgenza del cancro, in particolare della bocca e dell'esofago. Insomma, poco alcol, tanta salute.
  3. Prendere il sole, ma con calma
    Grande amico del tono fisico ed anche psicologico, il sole aiuta a sintetizzare la vitamina D e a fissare il calcio, ma perché non si trasformi in nemico, occorre prenderlo con cautela. In estate sono consigliate a tutti, e in particolare ai bambini e alle persone dalla pelle chiara, la protezione solare ed un'esposizione moderata, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Questo per evitare le 'scottature', dannose oltre che fastidiose e per non favorire, a lungo andare, lo svilupparsi dei tumori della pelle, fra i quali il melanoma, che può colpire anche giovani e adulti.
  4. Migliorare l'ambiente di vita, di lavoro e di studio
    A casa, nelle scuole, negli uffici, come pure nell'aria, nella terra e nelle acque esistono diverse sostanze cancerogene anche naturali: un problema che ricercatori di varie discipline stanno affrontando. Fra questi nemici c'è l'amianto, che può causare tumori al polmone e alla pleura. Presente in molti materiali usati nell'edilizia e nell'idraulica, questa sostanza ora è vietata. Nell'ambiente comune la dose rilevata è comunque bassa, da non essere allarmante per la popolazione. Altre sostanze nocive sono il benzene, i cromati, i composti liberati dalla raffinazione del petrolio e le radiazioni. Queste ultime sono presenti a livelli bassi anche nell'ambiente domestico e sebbene non siano un pericolo, si consiglia una buona areazione della casa. Per quanto riguarda le radiazioni utilizzate in campo medico, ormai sono minime, dato il progresso degli strumenti d'indagine medico-scientifica.
  5. Dire sì ogni giorno a frutta fresca, verdura e cibi integrali
    L'importanza di una dieta corretta ai fini della prevenzione trova concordi gli specialisti di tutto il mondo. Fra le varie classi di alimenti, tre sono consigliate per il loro alto contenuto di vitamine e fibre: la frutta fresca, la verdura ed i cibi integrali. A proposito delle prime due, gli americani consigliano la cosiddetta dieta '5 al giorno', ovvero 3 porzioni di verdura e 2 di frutta: importante è variare e consumarne almeno 3 etti. Questo per dare all'organismo tutte le vitamine e le sostanze di cui ha bisogno, oltre che per proteggerlo. Insieme a frutta e verdura, pane, pasta, riso integrali e legumi aiutano a prevenire il cancro al colon e al retto e ad assicurare un buon funzionamento ed assorbimento intestinale.
  6. Moderare i grassi e la carne, per migliorare il tono vitale
    I grassi e la carne non sono nemici della dieta, semplicemente vanno consumati con moderazione. I grassi, soprattutto saturi, in giusta dose assicurano un corretto funzionamento dell'organismo. La carne rossa è invece ricca di ferro e vitamine dei gruppi B ed E.
    Niente demonizzazione dunque, ma solo misura: è l'eccesso ad essere dannoso. Questa regola vale anche per il peso corporeo, da controllare evitando l'obesità, che può favorire il diabete, malattie cardiovascolari ed anche le probabilità di ammalarsi di cancro. Insomma, prevenzione primaria significa trattarsi bene, assecondando le più naturali esigenze dell'organismo.

La prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria si propone di identificare eventuali forme di cancro sin dallo stadio iniziale, quello in cui sono maggiori le possibilità di cura e guarigione. Per alcuni tipi di tumore è auspicabile che, tramite il Servizio Sanitario Nazionale, tutta la popolazione sana venga chiamata ad effettuare esami specifici che costituiscono i cosiddetti screening di massa.

Altrettanto importanti sono le verifiche periodiche effettuate dal medico, anche in presenza di un primo eventuale sintomo di disturbo. In cambio di tanta sicurezza, la prevenzione secondaria chiede solo un po' di collaborazione. Invita tutti ad ascoltare il proprio corpo e a comunicare subito al medico qualsiasi segnale 'anomalo'. Oltre a questo, suggerisce di rispettare le cadenze sotto indicate, per effettuare i controlli di routine.

  1. DONNE - Dai 18 ai 65 anni, fare regolarmente un PAP test all'anno
    Il PAP test permette d'individuare sin dallo stadio iniziale i tumori del collo dell'utero che, se diagnosticati precocemente, richiedono un intervento limitato, dopo il quale è ancora possibile la gravidanza.
  2. DONNE - Dopo i 30 anni fare l'AUTOPALPAZIONE del seno ogni 2 o 3 mesi e una visita medica all'anno. Dai 50 anni in poi, fare una MAMMOGRAFIA ogni 2 anni
    L'autopalpazione fa 'sentire' eventuali noduli al seno, mentre la mammografia è un esame oggi così avanzato, da identificare tumori di pochi millimetri con una ridotta esposizione ai raggi. Il cancro al seno, raro prima dei 30 anni, poco frequente fra i 30 e i 40 e diffuso oltre i 50, è la forma neoplastica che più colpisce le donne. In fase iniziale viene eliminato con un intervento che risparmia la mammella.
  3. UOMINI E DONNE - Dai 40 anni in avanti sottoporsi una volta all'anno all'esplorazione rettale per l'identificazione di poliposi al colon e di cancro al retto
    In presenza di sangue nelle feci o di cambiamenti nelle abitudini intestinali è bene sottoporsi ad esame endoscopico.
  4. UOMINI - Dai 50 anni in poi, fare una volta all'anno il controllo della prostata tramite esplorazione rettale ed eventuale test PSA
    La forza della prevenzione primaria non dipende solo dal progresso scientifico, ma anche dalla collaborazione medico-paziente. Sentire il proprio corpo e fare i controlli su indicati, significa avere in cambio tanta sicurezza.

Lo screening

Affinché la collettività possa beneficiare di un programma di screening per una determinata neoplasia devono essere soddisfatti alcuni criteri:

  1. ci deve essere evidenza di efficacia (riduzione di mortalità e dell'incidenza delle forme invasive);
  2. la malattia deve avere una certa rilevanza sociale (malattia comune ed importante causa di morte e di morbosità);
  3. la popolazione bersaglio deve essere chiaramente definita ed identificabile;
  4. il livello di partecipazione deve essere elevato (a tal proposito vanno adottate specifiche iniziative di incentivazione della risposta all'invito);
  5. si deve disporre di un test di screening accettabile per la popolazione, accurato, innocuo ed efficiente; il test, inoltre, deve avere un'alta sensibilità ed un'alta specificità;
  6. deve esistere un protocollo convalidato di richiamo periodico per i negativi allo screening;
  7. per i positivi allo screening deve essere disponibile un protocollo sia di diagnosi sia di terapia;
  8. per i soggetti risultati affetti dalla malattia lo schema di follow-up dopo la terapia deve essere ben codificato;
  9. prima di iniziare il programma si devono avere a disposizione risorse umane, organizzative ed economiche adeguate sia per gli approfondimenti diagnostici sia per il trattamento chirurgico, radiante e medico;
  10. l'intero programma deve essere sottoposto a controlli di qualità sia per gli aspetti tecnico scientifici sia logistico organizzativi.

Il beneficio più rilevante dello screening è dato dalla riduzione di mortalità per quella neoplasia: donne che sarebbero morte per la malattia, grazie alla diagnosi della malattia in fase precoce, ne sono, invece, guarite.

Un secondo beneficio è rappresentato dell'impiego di trattamenti chirurgici più conservativi e dalla non necessità di ricorrere a terapie mediche aggressive. Da non sottovalutare l'aspetto psicologico di rassicurazione nei soggetti risultati negativi al test di screening. Infine la riduzione dei costi legati ai trattamenti più aggressivi e alla minore frequenza di malattie in fase terminale.

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