Ulcera peptica, sintomi e diagnosi

ulcera peptica sintomi e diagnosi

Cos'è l'ulcera peptica

L' ulcera peptica è una lesione del rivestimento interno dello stomaco (ulcera gastrica) o del duodeno (ulcera duodenale) costituita da una lesione, di diametro superiore a 3-5 mm (lesioni più piccole e/o meno profonde sono definite erosioni). Si definisce peptica in quanto è causata dall'azione di una sostanza, la pepsina, e dell'acido cloridrico presenti nel succo gastrico.

Quali sono i sintomi di ulcera peptica

Sintomi caratteristici dell'ulcera sono il bruciore e/o il dolore in epigastrio (l'epigastrio è la parte superiore e centrale dell'addome), particolarmente intensi nelle prime ore della notte e che si attenuano con l'ingestione di cibo. Il dolore, soprattutto quando è intenso, può essere irradiato posteriormente al torace. A questi sintomi possono associarsi sensazione di peso epigastrico dopo il pasto (dispepsia), nausea e/o vomito. Non è raro che l'ulcera si manifesti in maniera atipica con vaghi dolori addominali o che addirittura non causi alcun sintomo.
Il dolore da ulcera è aggravato dalla pressione sull'epigastrio. Questo reperto è importante in quanto aiuta a distinguerlo dal dolore cardiaco, che può localizzarsi "allo stomaco" ma che non risente della palpazione profonda dell'epigastrio.

Quali esami fare per la diagnosi di ulcera peptica

L'esame principale per diagnosticare con certezza l'ulcera è l'endoscopia (esofago-gastro-duodenoscopia o EGDscopia). È una indagine semplice e non rischiosa che consente anche di effettuare piccoli prelievi della mucosa per ricercare la presenza di Helicobacter Pylori o escludere la presenza di un tumore (necessario in caso di ulcera gastrica).

L'endoscopia è necessaria nei pazienti di età superiore ai 45 anni, al fine di escludere la presenza di un tumore. Nei pazienti più giovani, soprattutto se con sintomi tipici, è possibile eseguire anche solo un test per la ricerca dell'Helicobacter Pylori: in caso di positività la presenza di ulcera è abbastanza certa.

La ricerca del batterio può essere effettuata con vari test. Il più noto è il test del respiro all'urea marcata (Urea Breath Test). Per effettuare questa prova, il paziente deve bere un liquido contenente urea marcata con un isotopo non radioattivo del carbonio [C13] e quindi soffiare a tempi diversi in una provetta. La presenza di infezione si stabilisce misurando la concentrazione del C13 nell'aria emessa col respiro.
Un altro test, anche molto impiegato, è la ricerca di anticorpi anti-Helicobacter Pylori che viene solitamente eseguita su sangue, ma che può essere effettuata anche sulla saliva o su feci.

Quali sono gli stadi dell'ulcera peptica

L'ulcera peptica è una patologia a carattere recidivante, con caratteristiche riacutizzazioni al cambio di stagione e soprattutto in occasione di stress. Una corretta terapia è in grado di ridurre la tendenza a recidivare della malattia.

In assenza di adeguato trattamento possono insorgere complicanze che possono essere così classificate:

  1. Emorragia: l'ulcera può erodere vasi sanguigni e causare emorragie che si manifestano con emissione di feci nerastre color della pece (melena) o con vomito scuro, "a posa di caffè", o ematico (ematemesi);
  2. Perforazione: avviene quando l'ulcera interessa tutto lo spessore della parete gastrica o duodenale e si apre nella cavità peritoneale. A tale evento segue immediatamente l'infiammazione acuta del peritoneo (peritonite) che si manifesta con dolore addominale violento e occlusione intestinale;
  3. Penetrazione: avviene quando il processo escavante ulcerativo, superata la parete intestinale, penetra in un organo vicino (più frequentemente il pancreas);
  4. Stenosi pilorica: l'ulcera localizzata nella parte terminale dello stomaco o nel canale che mette in comunicazione stomaco e duodeno (piloro) può determinare un restringimento di tale canale con conseguente incapacità a svuotarsi dello stomaco (ristagno gastrico).

Ulcera peptica: qualche consiglio

Nel caso sia stata diagnosticata un'ulcera peptica, è importante conoscere alcune nozioni fondamentali.

  • Non è necessario seguire una dieta particolare (è inutile la cosiddetta "dieta in bianco" un tempo frequentemente consigliata);
  • È sicuramente dannoso fumare sigarette, in quanto riduce la probabilità di cicatrizzazione dell'ulcera;
  • Bisogna limitare il consumo di bevande eccitanti quali caffè e the;
  • Èassolutamente da evitare l'assunzione di farmaci gastrolesivi (tipo antinfiammatori non steroidei, cortisonici, ecc) in quanto possono aggravare il processo ulcerativo determinando complicanze (soprattutto emorragie);
  • È opportuno seguire scrupolosamente una terapia appropriata.

Gli approcci terapeutici all'ulcera peptica

La terapia medica si basa sull'uso di farmaci che bloccano la produzione di acido gastrico. Questi farmaci sono gli anti-H2 (tipo ranitidina) o gli inibitori della pompa protonica (tipo omeprazolo). Siccome l'ulcera peptica è di solito causata da una infezione da Helicobacter Pylori, ad essi si associano antibiotici (tipo amoxicillina, claritromicina). È sufficiente, nella maggior parte dei casi, una terapia di 4 settimane (l'uso degli antibiotici è limitato alla prima settimana). Non è più usata, se non a giudizio del medico in casi particolari, la terapia a lungo termine, quasi di regola adottata in passato.

A tali farmaci si possono associare gli antiacidi (idrossido di alluminio e di magnesio), come sintomatici per tamponare momentaneamente l'acidità, e i protettori di mucosa (tipo sucralfato), per ostacolare il danno acido e favorire la cicatrizzazione dell'ulcera.
In presenza di sintomi di "allarme" quali melena o ematemesi è importante l'immediato ricovero in ospedale.
La terapia chirurgica, in passato molto impiegata, trova ora solo indicazione per il trattamento di complicanze (perforazione, stenosi pilorica, emorragia non controllabile con terapia medica o endoscopica).

Per approfondire guarda anche: “Ulcera allo stomaco”

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06/02/2007
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