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Diabete di tipo 2: cos'è e come conviverci

diabete di tipo 2 cos e e come conviverci
Redazione Paginemediche
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Condurre una vita sedentaria non giova alla salute. In più, se si è in sovrappeso, si ha la pressione alta e una predisposizione familiare, si può avere una predisposizione allo sviluppo del Diabete di tipo 2.

 

Cosa succede nell’organismo?

Il Diabete di tipo 2 è la forma più diffusa di diabete, si presenta in età adulta ed è causata da un difetto di produzione e utilizzo dell’insulina da parte del corpo: il pancreas, infatti, produce quantità di Insulina non sufficienti per controllare il livello di glucosio (si manifesta, cioè, quello che i medici definiscono insulinoresistenza).

Al momento della diagnosi sono ‘morte’ circa il 50% delle cellule beta, le cellule che producono insulina. E ogni anno che passa continueranno a distruggersi con una percentuale del  5%. In generale, questo tipo di diabete si sviluppa poco a poco nel tempo. Inoltre, i pazienti con diabete di tipo 2 sono resistenti alla propria insulina: le cellule che trasformano il glucosio in energia non lasciano entrare l’insulina quando arriva dagli alimenti.

Solitamente il diabete di tipo 2 si presenta negli adulti oltre i 35 anni ma è altamente probabile che venga diagnosticato anche in bambini e adolescenti che possono svilupparla soprattutto in caso di obesità.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi del diabete di tipo 2 non sempre sono evidenti o possono tardare molto a manifestarsi. Solitamente i sintomi tipici sono:

  • Fame esagerata e perdita di peso, è questo il segnale che il corpo sta facendo sforzi sovraumani per dare all’organismo più energia.
  • Fatica e stanchezza eccessiva senza un apparente motivo.
  • Aumento della minzione e, di conseguenza della sete: il corpo necessita di espellere lo zucchero in eccesso attraverso l’urina e per ripagare la perdita di liquidi l’organismo avvisa con un insaziabile bisogno di bere.
  • Infezione alle vie urinarie.
  • Aree scure e grasse sulla pelle del collo, sotto le ascelle, sui gomiti e sulle ginocchia, una condizione definita ‘acantosis nigricans’ chiaro segno di insulinoresistenza.

 

Come si cura?

Il primo obiettivo è abbassare i livelli di zucchero. Nel lungo periodo, invece, si cerca di prevenire possibili complicazioni relazionate al diabete.

Il trattamento iniziale consiste nel migliorare la funzionalità dell’insulina. Per questo è importante fare  esercizio fisico e una dieta adeguata. Se questo non dovesse essere sufficiente si rende necessario intraprendere una terapia a base di  ipoglicemizzanti orali, con capacità di ridurre i livelli di zucchero nel sangue. Se la diagnosi di diabete riferisce valori molto alti può rendersi necessario intraprendere un trattamento con l’insulina.

In caso di diabete di tipo 2 occorre, inoltre:

  1. Controllare e prendere nota dei livelli di glicemia. La maggior parte delle persone con diabete di tipo 2  necessita di controllare la glicemia solo una o due volte al giorno.
  2. Controllare cosa mangiare e quando. È molto importante seguire le raccomandazioni del medico; variare spesso l’alimentazione; mangiare in modo equilibrate e sano (evitando il consumo di grassi animali, alimenti fritti o impanati). Inoltre è necessario ripartire i carboidrati ad assorbimento lento (pasta, pane, patate, ecc.) durante la giornata. Se necessario è possibile affidarsi ad un nutrizionista.
  3. Se necessario, seguire una specifica terapia.
  4. Imparare a riconoscere e a trattare i livelli altalenanti di glicemia per riuscire a intervenire con l’alimentazione e i farmaci prima che si presentino problemi gravi.

 

Prevenire le complicazioni

Dopo molti anni dalla diagnosi di diabete, il paziente potrebbe presentare problemi seri, del tipo:

  1. Problemi alla vista e sensibilità alla luce.
  2. Infezioni e ulcere della e in particolare sui piedi.
  3. Danni renali.
  4. Danni ai nervi, con conseguente dolore, formicolii e perdita di sensibilità.
  5. Colesterolo e pressione alti.
17/11/2016
25/12/2012
TAG: Endocrinologia e malattie del ricambio | Diabete | Ghiandole e ormoni
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