Reflessologia plantare: non solo relax

reflessologia plantare non solo relax

Massaggio reflessologico - Intensità della manipolazione  - La medicina orientale - I benefici della Reflessologia

 

Massaggio reflessologico

Che toccare, accarezzare, massaggiare i piedi sia fonte di innumerevoli, piacevoli sensazioni lo sapevamo già.

Specie nella stagione calda, quando caviglie ed arti inferiori si gonfiano per le alte temperature, chi non ha mai goduto di un bel massaggio, anche se improvvisato da un partner tanto volonteroso quanto tecnicamente inesperto?

Il risultato è sempre un’invidiabile sensazione di benessere.

Ma solo pochi di noi sanno che il massaggio dei piedi ha anche un altro pregio: è potenzialmente terapeutico. E che a beneficiarne non sono solo i piedi.

Anzi, in realtà i piedi sono quelli che soffrono di più. Cosa? Com’è possibile?

I più scettici e i più “razionali” staranno già storcendo il naso. Sì, perché se si hanno calli e duroni non si va dal reflessologo, ma dal podologo o dall’estetista. E a una conferenza di Reflessologia non si chiede quali siano le scarpe più adatte per camminare (come è successo durante la mia prima conferenza).

Il massaggio reflessologico non ha niente a che vedere con la cura del piede, bensì è uno strumento di portata molto più ampia, con un raggio d’azione che si estende a tutto l’organismo, e per questo può rivelarsi molto utile nella prevenzione, nel sostegno e nella cura di alcuni stati patologici o di disagio fisico e mentale.

Ripeto: com’è possibile? La spiegazione c’è, e niente ha a che vedere con la magia. È scientifica: la superficie della pianta del piede pullula di terminazioni nervose, i cosiddetti “punti riflessi”, da cui il nome di “Reflessologia Plantare” dato alla pratica.

Premendo, manipolando, sfregando questi punti si imprime uno stimolo che dal punto sul piede viene trasmesso, attraverso i nervi, all’organo o distretto corporeo corrispondente.

Così, toccando il piede, si agisce sugli organi interni, seguendo le corrispondenze indicate nelle mappe che le diverse scuole hanno compilato nel corso degli anni in base all’esperienza empirica.

 

Intensità della manipolazione

Le sensazioni che il ricevente prova durante la manipolazione sono varie: esse cambiano in base al punto, alla persona e al momento che sta vivendo, alla maggiore o minore stanchezza, al grado di Stress, ecc.

Proprio per questo esse sono un importante strumento di indagine, perché rivelano lo stato della persona e dell’organo in quel momento.

E allora si possono avvertire dolore acuto, fastidio, piacere, sollievo o persino solletico.

Una volta, un amico è scoppiato a ridere, saltando letteralmente sul lettino, quando ho iniziato il trattamento del punto che aiuta a regolarizzare il sonno.

Un altro mi ha riferito una sensazione di “dolore dolce e stranamente intrigante” che partiva dal punto del surrene.

Molte persone rimangono sorprese quando, durante il trattamento, avvertono dolore. In realtà è normale che molti punti facciano male, anche in individui sani.

E attenzione, questo non deve allarmare, perché non vuol dire che ci sia una malattia.

Il dolore indica molto più spesso una disarmonia, un disagio dell’organo a livello energetico, una leggera sofferenza che di solito è legata alle emozioni che per la psicosomatica e la medicina tradizionale cinese sono associate a quell’organo.

Ad esempio, tensione e Dolore in corrispondenza del punto del fegato rivelano una problematica legata alla rabbia. Se invece è il punto del diaframma a dolere, la persona è probabilmente in ansia, ha delle preoccupazioni per il futuro.

In ogni caso, trattare il punto aiuta a sciogliere l’indurimento e a riportare l’equilibrio a livello emotivo.

Ovviamente, il reflessologo modula l’intensità della manipolazione in base al dolore avvertito, che scompare sempre quando si smette di lavorare il punto. E ciò che subentra dopo è una sensazione di piacevole benessere, di rilascio della tensione, di leggerezza.

Quanto detto sin qui è sicuramente sufficiente a destare un certo interesse nei confronti di questa disciplina tanto tradizionale quanto, paradossalmente, sconosciuta.

Ma la “Refle” non si ferma qui, va ben oltre questo approccio mirato al singolo Organo e offre invece una possibilità più ampia, di intervento olistico, globale.

Per capire questo concetto dobbiamo allargare i nostri orizzonti al mondo delle medicine orientali e accettare di salire da un piano nettamente fisico ad uno più energetico, ma non per questo meno concreto e reale.

 

La medicina orientale

Per le medicine orientali e per alcune, illuminate correnti della medicina occidentale, il corpo fisico è percorso da canali energetici, che nella medicina tradizionale cinese sono chiamati “meridiani”.

Quando l’energia vitale (Qi) scorre in modo armonico nei meridiani, stiamo bene, ci sentiamo sani, vitali e pieni di energia.

Quando invece per qualsiasi motivo il flusso energetico viene ostruito, interrotto o bloccato, la disarmonia energetica si ripercuote rapidamente sul piano fisico, causando la malattia, ovviamente in gradi di intensità diversi.

Lavorando sui punti riflessi del piede si dà quell’input che è necessario per ristabilire il fluire armonico del Qi, sciogliendo gli eventuali blocchi.

In questo senso l’intervento reflessologico è olistico: perché coinvolge la persona nella sua totalità prima energetica e poi, di riflesso, fisica. E di conseguenza, poiché i tre aspetti sono collegati, anche animica.

Una postilla molto interessante (e rassicurante per i più timorosi) è che il reflessologo, a patto che rispetti un paio di avvertenze basilari, non può fare danni, poiché stimolando i punti del piedi egli si limita ad attivare il naturale processo di autoguarigione del corpo, che fattori come lo stress, una patologia, i pensieri negativi, le tossine ambientali, un’alimentazione scorretta hanno bloccato.

Il nostro organismo infatti è programmato per la salute e non solo è capace di autoguarirsi, ma è sempre, naturalmente ed istintivamente proteso verso l’autoguarigione.

Restaurando il fluire armonico delle energie, la Reflessologia contribuisce a rimettere in moto questo meccanismo.

Per questo non c’è da stupirsi di fronte all’attenuazione o addirittura alla scomparsa di alcuni fastidiosi sintomi a seguito di una o più sedute di Reflessologia.

 

I benefici della Reflessologia

Ovviamente, la “Refle” non è una panacea e non fa miracoli, ma succede non raramente che problematiche minori e di natura prettamente funzionale traggano beneficio dal trattamento del piede.

Nella mia esperienza, ho visto problematiche di sciatica, acidità di stomaco, emicrania, raffreddore, dolori mestruali, mal di denti, insonnia migliorare molto con la sola Reflessologia.

Ovviamente, risultati più netti e duraturi si ottengono associando a questa un intervento più ampio e strutturato, con oli essenziali, fiori di Bach, oligoelementi o fitoterapici sinergici.

In alcuni casi, quando la malattia è cronica e se si sono assunti molti farmaci per sopprimere i sintomi, sono necessarie più sedute per avere uno sblocco e di conseguenza un miglioramento.

Ma il miglioramento c’è, ed è significativo, come è dimostrato da anni e anni di esperienza empirica in tutto il mondo.

Non solo. La Reflessologia è anche un valido sostegno in caso di malattie croniche, degenerative, autoimmuni e neoplastiche, in quanto allevia i sintomi dolorosi e migliora la risposta dell’organismo alle terapie farmacologiche e ne riduce gli effetti collaterali, migliorando così complessivamente la qualità della vita.

Allora, la prossima volta che volete coccolare una persona a cui volete bene, che sia sana o malata, giovane o vecchia, regalatele un bel massaggio ai piedi.

Anche se non conoscete bene la tecnica, il successo è assicurato: un piacere e un benessere a tutto tondo, che andrà ben oltre il perimetro dei sui piedi e la mezz’oretta del massaggio.

Del resto, lo consiglia anche Woody Allen nel suo ultimo film “Basta che funzioni”. Il suo messaggio, liberamente parafrasato, è: "Se proprio volete stare bene, non venite a vedere questo film, andate piuttosto a farvi fare un massaggio ai piedi". Se lo dice lui…

 

A cura di:
Elisabetta Torricelli
Specialista in Naturopatia, Aromaterapia, Nutrizione

06/08/2015
05/08/2011
TAG: Benessere psicofisico