Spezie, le migliori amiche della nostra salute

spezie le migliori amiche della nostra salute

Come far diventare la carne rossa più 'sana'? Aggiungendo un mix di erbe che – durante la cottura – saranno in grado di contrastare i radicali liberi rilasciati dalla carne.

Metabolismo lento? Il pepe rosso è quello che ci vuole perché aiuta ad accelerare il Metabolismo e a mantenere il peso forma. E poi: la cannella utilizzata in polvere su cibi particolarmente grassi riduce i lipidi nel sangue; l’aglio tritato abbassa il colesterolo e erbe mediterranee come basilico e origano accrescono il senso di sazietà e allontanano il desiderio di cibi grassi. E, soprattutto, chi fa uso di molte spezie in cucina elimina dalla propria dieta almeno 966 mg di sale al giorno.

È partendo da queste evidenze medico-scientifiche emerse in 16 differenti studi pubblicati su Nutrition Today, che molti ricercatori hanno lanciato un appello a istituzioni, medici, chef, scuole e industrie alimentari affinchè si facciano portavoci di politiche alimentari capaci di stimolare l’utilizzo delle spezie e delle erbe. Il loro impiego, infatti, può aiutare a ridurre il consumo di sale, l'introito calorico e grasso, le infiammazioni e migliorare la salute cardiocircolatoria. Il tutto senza che venga sacrificato il gusto e il sapore dei cibi.

La pubblicazione di Nutrition Today, dal titolo 'Spezie ed erbe: migliorare la salute pubblica attraverso il cibo saporito', prende spunto dagli atti della conferenza convocata dal McCormick Science Institute - in collaborazione con la Società Americana per la Nutrizione - ed esplora le più recenti ricerche sulle spezie e sulle erbe aromatiche, focalizzando l’attenzione in particolare su quegli studi che indicano l'impatto positivo delle spezie su qualità della dieta, sazietà, metabolismo energetico, infiammazione, insulino-resistenza e fattori di rischio cardiovascolare.

Vediamone alcune nel dettaglio:

  • peperoncino: grazie alla capsaicina allontana i tumori dell'apparato digerente ed è un elisir di lunga vita;
  • curcuma: contiene un antiossidante in grado di ridurre il rischio cardiaco, ha caratteristiche antinfiammatorie e alcuni studi hanno evidenziato la sua capacità di ostacolare lo sviluppo tumorale e di mantenere in salute il cervello;
  • cardamomo: contiene limonene, un potente antiossidante, inoltre favorisce una pressione bassa e aiuta la digestione;
  • cannella: secondo alcune ricerche è utile in caso di diabete di tipo 2 perché riesce a regolare la quantità di zuccheri disciolti nel Sangue. Uno studio ne ha ipotizzato l'efficacia contro il morbo di Parkinson. Certo è che riduce i grassi nel sangue;
  • finocchio: tritato, può esercitare i suoi effetti benefici migliorando la digestione;
  • prezzemolo: ricchissimo di vitamine, in particolare C, B12, K e A, sembra svolgere anche un'azione di contrasto al tumore del seno;
  • zenzero: alleato del nostro apparato gastrointestinale, la sua radice ha anche potenti effetti antiossidanti e antinfiammatori. Inoltre lo zenzero migliora il flusso sanguigno, allevia i dolori muscolari e combatte l'asma;
  • aglio: potente antibatterico e fondamentale per il sistema immunitario. Riduce la pressione, è un antistaminico naturale e contribuisce al controllo del colesterolo in eccesso;
  • chiodi di garofano: noti per le loro capacità antiossidanti, possono essere utilizzati anche per il loro effetto anestetico in caso di carie. Combattono funghi e alcuni batteri.


Per approfondire guarda anche: “I pericoli di una dieta ad alto contenuto di sale“

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Il punto di vista
Nutrizione

Non è un caso che le spezie in molte tradizioni vengano definite dei farmaci naturali. L’utilizzo delle spezie dev’essere accompagnato ad una sana conoscenza, poiché alcuni metodi di cottura possono renderle nocive. Ma anche un abuso, così come il non consumarle, può avere effetti nocivi.

Si pensi al pepe nero: ha la facoltà di potenziare molto gli effetti della curcuma eppure, se consumato ad alte dosi, risulta avere effetti narcotici a causa della miristicina (contenuta anche nel prezzemolo e nella noce moscata), mentre a dosi medio-elevate provoca depressione, acidosi, ipotensione.

Questo non vuole essere un messaggio di terrorismo psicologico, ma solo un avvertimento, poiché quando si scoprono le virtù benefiche di un particolare cibo si tende a farne un uso smodato per un periodo breve, che il nostro cervello mantiene come 'novità'.

Le spezie hanno davvero il potere di aiutarci e di farci stare bene e dovrebbero essere usate in misura molto maggiore, anche sperimentandole in piatti che non ci sembrano adatti al nostro palato, di forte tradizione mediterranea: è un gioco che vale decisamente il premio che porta, oltre a farci scoprire sapori nuovi e per niente male.

La diminuzione dell’uso del sale in questo caso è un piacevolissimo 'effetto collaterale', considerando poi che ci preoccupiamo troppo di quello presente a tavola e non di quello intrinseco nei prodotti che consumiamo. Ben venga quindi l’uso di spezie, ma con ragionata consapevolezza.

16/03/2018
10/11/2014
TAG: Nutrizione | Scienza dell'alimentazione