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Liquirizia: proprietà terapeutiche, usi e controindicazioni

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Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

La liquirizia – pianta originaria dell’area mediterranea e mediorientale – è uno fra gli alimenti più conosciuti e utilizzati al mondo. Le antiche civiltà egiziana, romana, greca, indiana e cinese ne conoscevano le peculiarità positive.

Da ieri ai giorni nostri, la liquirizia è una pianta che può essere consumata in differenti modalità: masticando la radice intera, sorseggiando i decotti e gli infusi nei quali la radice viene spezzata o gustarla sotto forma di caramelle gommose. Sia come radice (le radici della liquirizia vengono raccolte nel periodo autunnale e invernale) sia come ingrediente base delle più conosciute caramelle (che piacciono tanto ai bambini quanto agli adulti) o, ancora, utilizzata nella preparazione del liquore, la liquirizia annovera una serie di benefici per la salute. 

Le proprietà benefiche della liquirizia

La liquirizia viene estratta da una pianta leguminosa che prende il nome di glycyrrhiza, nome di origine greca i cui termini significano rispettivamente dolce ("glucos”) e radice (“riza”). 

Il suo principio attivo – la glicirrizina appunto – ha una grande azione antinfiammatoria e antivirale. La liquirizia, inoltre, rappresenta una discreta fonte di vitamina B1, B2, B3, B5 e vitamina E e offre una vasta gamma di nutrienti benefici e flavonoidi. Concentrato di fitonutrienti essenziali (dal fenolo al timolo alla quercetina, solo per fare alcuni esempi), la liquirizia è in grado di apportare una serie di minerali importanti: calcio, colina, ferro, fosforo, magnesio, potassio, silicio, selenio e zinco.

I benefici di questa pianta erbacea perenne? Sono davvero numerosi.

Mangiare liquirizia può garantire un’adeguata protezione al fegato. Tra le principali proprietà della liquirizia c’è quella di aiutare a migliorare i disturbi dell’apparato gastrointestinale, inclusi aerofagia, digestione lenta, stitichezza, gastriti e ulcere gastro-duodenali.

Masticare un po’ di liquirizia rappresenta una soluzione ideale nel trattamento di alcune problematiche di gola e bocca (dall’herpes al mal di gola); l’azione antinfiammatoria contro il mal di gola si rivela funzionale per quanto attiene al trattamento della cervicale, combattendo i dolori (senza dimenticare che gli estratti di liquirizia possiedono numerose proprietà anti-infiammatorie, potenzialmente efficaci nel trattamento di artrite reumatoide).

E ancora, gli estratti di liquirizia si rivelano efficaci nell’ambito della prevenzione e del trattamento della carie dentale e della gengivite. Per merito degli effetti protettivi antibatterici, gli estratti di radice di liquirizia sono molto utilizzati nella produzione di prodotti per la cura dell’igiene orale, collutori e dentifrici su tutti.

Liquirizia contro lo stress. Tale aspetto merita una spiegazione a parte: concedersi una pausa rilassante, sorseggiando un tè alla liquirizia, permette di contrastare l’insonnia. Il merito, in questo senso, va ascritto soprattutto alla regolazione degli zuccheri che sono presenti nel sangue.

Liquirizia, quali sono le controindicazioni

Pur considerando eventuali problematiche che possono sopraggiungere per via di un uso eccessivo della liquirizia (quello di moderarsi è sempre il consiglio migliore che si può dare), devono prestare particolare attenzione all’assunzione di liquirizia le donne che assumono farmaci anticoncezionali oppure nel corso della gravidanza, chi soffre di sindrome premestruale o di insufficienze epatiche oppure renali. Infine, consumare liquirizia regolarmente non risulta indicato per le persone che soffrono di ipertensione.

Per approfondire guarda anche: “Alimentazione sana per il cuore”

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