Il ruolo di una sana alimentazione nella prevenzione oncologica

il ruolo di una sana alimentazione nella prevenzione oncologica
Nutrizione e Scienze dell'alimentazione

Quali sono gli alimenti cancerogeni? Intervista al Dott. Daniele Grumiro, Specialista in Nutrizione e Scienze dell’Alimentazione, responsabile “INFO POINT ONCOLOGICO” Lega Italiana Lotta ai Tumori (LILT Caserta).
 

Oggi si sente tanto parlare di alimentazione corretta e di quanto è importante per la prevenzione oncologica. Ma cosa vuol dire che un alimento è cancerogeno?

Bisogna tornare alla dieta mediterranea! Le persone credono di seguire una dieta mediterranea ma non è così, il vero problema è che non si utilizzano gli ingredienti a cui la “vera” dieta mediterranea faceva riferimento; oggi si usano prodotti ultra-raffinati, cereali privi di fibra, riso bianco, farina 00 e molti altri, moltiplicando così il rischio di patologie oncologiche.
Se da un lato ci sono gli ingredienti non idonei a conservare un buono stato di salute, dall'altro ci sono le quantità, sempre troppo elevate rispetto al fabbisogno del singolo individuo, aggravato dallo stile di vita sedentario, dal lavoro d'ufficio che non porta l'individuo a muoversi.
Cibi che si presentano come ottimi corroboranti ma per nulla nutrienti sono il vero problema, bisogna imparare a valutare la qualità di ciò che si mangia e non basarsi solo su ciò che ha un buon sapore.
Un altro fattore da tener presente è il tempo che si dedica alla preparazione dei cibi. La società attuale molto frenetica e le pubblicità inducono al consumo di cibi già pronti, facendo illudere i consumatori che il tempo speso in cucina sia tempo speso inutilmente. Invece, al contrario, se ne guadagna in salute nel lungo termine.

Quali sono le principali sostanze cancerogene che si possono trovare negli alimenti?

Un alimento non è cancerogeno di natura, ma lo diventa per diversi fattori come i trattamenti industriali, i processi di raffinazione, l'aggiunta di zuccheri, i conservanti, i metodi di cottura, la quantità ingerita, la frequenza di consumo nonché la combinazione con altri alimenti, che elevano il rischio totale di insorgenza tumorale.
I metodi di cottura ad alte temperature, che prevedono il contatto diretto delle carni con la fiamma oppure la cottura alla brace, producono composti (come gli idrocarburi policiclici aromatici) che aumentano il rischio cancerogeno. Altro esempio può essere l'abitudine a friggere i cibi: l'olio bollente non solo distrugge le sostanze benefiche presenti nell'alimento ma lo arricchisce di sostanze dannose come acrilammide e acroleina.

La carne rossa è cancerogena? Va evitata totalmente o è sufficiente limitarne il consumo?

L'Iarc (International Agency for Research on Cancer) raggruppa le sostanze sulla base del livello di cancerogenicità dimostrato in studi scientifici e sono così suddivise:

  • gruppo 1, sostanze che sono dei carcinogeni umani certi;
  • gruppo 2A, sostanze che sono dei carcinogeni probabili per l'uomo;
  • gruppo 2B, riunisce i carcinogeni possibili;
  • gruppo 3, comprende le sostanze non classificabili come carcinogene;
  • gruppo 4, raggruppa sostanze probabilmente non carcinogene per l'uomo.

Gli studi, prevedono l'utilizzo di dosaggi alti e con tempi d'esposizione molto lunghi, pertanto è importante sapere non solo se nella lista si trova una certa sostanza ma anche quali sono i dosaggi e la durata d'esposizione oltre i quali il rischio diventa reale, perché, attenzione, non significa che mangiare una fetta di prosciutto porta all'insorgenza di un tumore.
Se parliamo di carne rossa bisogna anche distinguere se parliamo di carni lavorate o meno. Le carni lavorate come i wurstel sono inserite nel gruppo 1, ossia sostanze che causano il cancro. Carni che hanno subito un processo di lavorazione che ne prolunghi la conservazione o ne alteri il gusto, come affumicatura, salatura, stagionatura, aggiunta di conservanti e alcuni tipi di cottura aumentano il rischio cancerogeno. Tipi di carni lavorate sono: prosciutto, salsicce, carne in scatola, preparazioni a base di carne. Meno a rischio le carni rosse non lavorate, inserite nel gruppo 2A, ma comunque da utilizzare con parsimonia.

Un altro alimento spesso demonizzato è lo zucchero. Quali sono gli zuccheri che fanno male al nostro organismo?

I cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati contengono elevate quantità di zucchero e grassi, come quelli serviti nei fast food.
Occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato, ma mai quotidianamente; l'uso di bevande gassate e zuccherate è sempre sconsigliato perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso di sazietà.
Lo zucchero incentiva meccanismi infiammatori nonché picchi di insulina che favoriscono l’insorgenza di patologie. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas in risposta a un aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia), ma regola anche altri aspetti del funzionamento del nostro organismo e per questo è considerata un ormone chiave nella relazione tra cibo e cancro; livelli elevati in circolo, inducono, nella donna, una produzione eccessiva di testosterone (ormone sessuale maschile) e favoriscono anche la produzione di un fattore di crescita chiamato IGF-1 che è un vero e proprio fertilizzante per le cellule in generale e in particolare per quelle tumorali.
Alcuni tumori, come quello al seno, sono particolarmente sensibili all’azione combinata degli ormoni sessuali e dei fattori di crescita pertanto bisogna essere molto attenti a non abusare di particolari cibi.
Attualmente sono diversi gli zuccheri e dolcificanti presenti sul mercato ma nessuno si è dimostrato privo di effetti negativi, pertanto il consiglio che si può dare è di utilizzare piccoli dosaggi di quello che si preferisce. Le linee guida consigliano di non superare, in zuccheri, il 10% delle calorie giornaliere.

Se dovesse riassumere in pochi punti quali sono i segreti per un’alimentazione corretta per la prevenzione dei tumori, cosa consiglierebbe?

  • Svolgere una moderata attività fisica (2-3 volte a settimana);
  • Utilizzare cibi poco raffinati e dedicare più tempo alla preparazione;
  • Utilizzare raramente carni lavorate e 1-2 volte a settimana le carni non lavorate, dando la precedenza a pesce e legumi e più verdura e frutta;
  • Preparare i cibi evitando metodi di cottura poco salutari;
  • Bere 1,5 - 2 litri di acqua al giorno.


Per approfondire guarda anche: “Tumore“

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