Ad oggi non ci sono moltissimi dati disponibili, eppure sappiamo che in generale i bambini hanno meno possibilità di contagio da Covid-19 e presentano sintomi più lievi rispetto agli adulti, che cambiano in base all’età.

I sintomi del coronavirus nei bambini

Bambini e adolescenti presentano generalmente una sintomatologia silente o poco espressa, con rare complicanze. Nei piccoli pazienti sintomatici, la febbre risulta essere la manifestazione clinica più comune, accompagnata a sintomi per lo più a carico dell’apparato respiratorio (mal di gola, tosse secca, raffreddore, dolore toracico, dispnea). Rispetto ai pazienti adulti, i casi pediatrici mostrano una percentuale più elevata di sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito e diarrea, talvolta anche in assenza di complicazioni respiratorie.

Secondo una recente indagine svolta dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) e dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip), su un campione di oltre 750 pazienti di età compresa tra 1 mese e i 19 anni, si è riscontrato che nel 82% dei casi la febbre è il sintomo d’esordio più frequente, seguita da tosse (38%), rinite (20,8%) e diarrea (16%).

Inoltre, lo studio conferma come la comparsa dei sintomi sia correlata anche all’età. Gli adolescenti hanno generalmente sintomi più simili a quelli dell’adulto, con mal di testa, alterazioni del gusto e dell’olfatto, vomito, dolore al petto, mentre i bambini più piccoli si possono infettare ma in modo per lo più asintomatico o paucisintomatico (con sintomi inferiori a quelli della normale patologia).

Quello che sappiamo su bambini e Covid

Va detto che la sintomatologia del Covid nei bambini non è clinicamente indistinguibile da quella di altre infezioni respiratorie o virali, e in particolare dall’influenza. Il tampone ad oggi resta quindi l'unico modo per diagnosticare il coronavirus nei bambini.

Per quanto riguarda la contagiosità, i bambini sono molto meno contagiosi rispetto agli adulti. Questo perché oltre ad essere spesso asintomatici, pare che abbiano una suscettibilità all'infezione pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni. Lo evidenziano i risultati di una ricerca pubblicata su Nature Medicine che ha sviluppato modelli di trasmissione del Covid-19 sulla base di dati provenienti da 6 paesi, inclusa l’Italia.

Inoltre, è importante stare molto attenti ai bambini portatori di una patologia cronica poiché, come accade anche negli adulti e negli adolescenti, si diventa molto più suscettibili a possibili complicanze a seguito di infezione da Sars-CoV-2.

L’indice di mortalità dell’infezione da Covid nei pazienti pediatrici è molto basso. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) afferma che i bambini hanno una letalità che si aggira intorno allo 0,06% nella fascia di età 0-15 anni. Finora, i dati pubblicati nel bollettino ufficiale italiano riportano 4 decessi sotto i 9 anni e nessuno tra i 10 e i 19 anni, in pazienti con gravi condizioni patologiche preesistenti.

Bambini e Covid: alcune raccomandazioni

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, in collaborazione con la Federazione Italiana Medici Pediatri-FIMP, è importante che genitori e bambini seguano quotidianamente alcune semplici raccomandazioni:

  • Precauzioni igieniche: Tutti i bambini vanno incoraggiati al rispetto delle norme di igiene e prevenzione delle infezioni, come non portare le mani in bocca, mantenere pulite le vie respiratorie, non stropicciarsi gli occhi e lavare frequentemente e accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettarle con soluzioni a base di alcol;
  • Mascherine antivirus: Non sono obbligatorie per i bambini al di sotto dei 6 anni, eppure, è possibile indossarle già dai due anni di età in luoghi affollati dove risulta difficile mantenere il distanziamento sociale. La mascherina in tessuto è un dispositivo sicuro per i bambini, consente la giusta respirazione senza incorrere in particolari rischi per la salute;
  • Impatto psicosociale: L’isolamento causato dall’emergenza Covid ha determinato nei bambini e negli adolescenti l’insorgenza di problematiche comportamentali come irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia, che richiedono un’attenzione massima dei genitori per evitare che si protraggano nel tempo con inevitabili conseguenze;
  • Promozione di sane abitudini: sfruttare questo periodo di maggior condivisione familiare per migliorare le abitudini alimentari dei più piccoli e spronarli all’attività fisica. Bastano anche semplici movimenti, come passeggiare, giocare, andare in bicicletta per migliorare l’umore e il benessere generale.

Bambino con sintomi sospetti: cosa fare?

In presenza di sintomi sospetti, fosse solo un singolo sintomo, è necessario che i genitori avvertano il pediatra, che si occuperà di fare un triage telefonico, confermando/escludendo eventuali contatti con soggetti positivi, e in base alla valutazione clinica richiederà l'esecuzione del tampone per la diagnosi certa.

Qualora si volesse scongiurare anticipatamente la presenza di un’infezione da Sars-CoV-2 è possibile effettuare un triage immediato online attraverso l’info-chat coronavirus di Paginemediche.