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Primi caldi e trombosi: rischi e prevenzione

primi caldi e trombosi rischi e prevenzione
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere

Colpisce ogni anno circa 600 mila italiani, causando a sua volta malattie come ictus, infarti ed embolia. Una situazione che degenera e diventa ancora più pericolosa con l'arrivo dei primi caldi. Basti pensare che 5 persone su 100, all'interno della popolazione sana, presentano una mutazione genetica a causa della quale aumenta di parecchio il rischio di sviluppare una trombosi. Si celebra quest'anno il 13 aprile la quinta Giornata dedicata alla prevenzione nella lotta alla Trombosi, promossa dall'associazione ALT che ha come slogan "Chi impara presto, campa 100 anni", sotto l'hashtag #‎ALTpigrizia. È in questo senso che si pone la Giornata: “perché tutti sappiano che cos’è la Trombosi come colpisce, quali malattie provoca, quali sono i sintomi da non sottovalutare”.

Una malattia per certi aspetti 'subdola' che colpisce in quantità pari al doppio di quella dei tumori ma che in un caso su tre può essere evitata attraverso conoscenza e adeguati stili di vita. Stili di vita a cui bisogna prestare particolare attenzione soprattutto con l'arrivo del caldo da parte dei soggetti considerati più a rischio. Tra questi, coloro che hanno subito di recente un intervento chirurgico, chi è sottoposto a terapie ormonali, è in gravidanza o soffre di patologie infiammatorie. E ancora, chi è in sovrappeso, chi fuma o eccede con l'alcool o ha avuto traumi agli arti inferiori.
 

I sintomi

Spesso chi viene colpito da una trombosi scambia la malattia per altre patologie. La trombosi arteriosa, ad esempio, viene spesso scambiata per una infiammazione dei tendini o dei muscoli, mentre quella venosa, per una lombalgia o per polmonite. Si può, infatti, riconoscere per via di dolori che colpiscono polpaccio, braccio, per il gonfiore a una gamba, o ancora per una forte emicrania, mancanza di fiato e respiro spezzato. In questi casi è dunque bene consultare subito il medico che prescriverà una ecocolordoppler.
 

Prevenzione

La prevenzione passa innanzitutto, come già detto, dagli stili di vita. A tal riguardo l'ALT ha stilato già lo scorso anno un vademecum per vivere l'estate in sicurezza e tranquillità. Il primo consiglio riguarda l'alimentazione, che deve prevedere il cibarsi di alimenti poco salati come frutta e verdura, per almeno 5 porzioni al giorno.
Per quanto riguarda il calso, l'ALT raccomanda lunghe passeggiate in riva al mare, tra i vigneti o belle pedalate lungo fiumi o città semi-deserte. In ogni caso, evitando le ore più calde, si consiglia di fare una leggera e costante attività fisica, puntando molto su gambe e polpacci. Il terzo consiglio riguarda la conoscenza di casi pregressi in famiglia, anche tra parenti lontani. Mentre il quarto riguarda, per l'appunto, il caldo soffocante: l'Associazione consiglia dunque di non andare in spiaggia nelle ore più calde e di mettere dei cappelli o bagnarsi la testa. Di stare in casa con le serrande abbassate, evitando se possibile da mezzogiorno alle 15 lavori faticosi. E in ogni caso, sempre meglio avere una bottiglietta d'acqua a portata di mano. Altro consiglio per chi utilizza farmaci per fluidificare il sangue. L'Alt suggerisce di scrivere in un foglio i nomi e le dosi dei farmaci assunti abitualmente, la patologia di cui si soffre e i numeri da contattare in caso di bisogno.
Chi ama, invece, scalare le montagne, l'ALT consiglia di non eccedere e superare i 1000 metri, perché l'altezza potrebbe provocare un rialzo della pressione in chi ne soffre e richiedere un aumento della dose del farmaco che si è soliti prendere.

Per le donne in gravidanza, si consiglia di utilizzare delle calze elastiche che aiutano il sangue a tornare con rapidità al cuore, facendo diminuire la probabilità che le vene profonde delle gambe perdano elasticità.

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Le malattie da trombosi colpiscono il doppio dei tumori, anche nelle donne. Ma possono essere evitate, almeno in un caso su tre.

Cure: il parere dell'esperto

Chi è stato colpito da trombosi o è tra i soggetti a rischio, può utilizzare degli antitrombotici. A tal riguardo, come spiega Lidia Rota Vender, presidente di ALT su Repubblica: «ce ne sono molti, diversi fra loro, ma tutti, anche se attraverso meccanismi diversi, rendono il sangue meno coagulabile, quel tanto che basta perché non formi coaguli quando non dovrebbe, ma possa comunque coagulare quando necessario, senza che si verifichi un’emorragia».
Occhio, però, ai farmaci utilizzati. Gli anticoagulanti di solito sono usati per curare le trombosi venose, ma possono essere efficaci anche per le arteriose. Gli antiaggreganti sono indicati nella prevenzione e nella cura delle trombosi arteriose.
«I farmaci antitrombotici - conclude la Vender - non sono intercambiabili: spetta al medico suggerire il farmaco adatto, in funzione del tipo di trombosi, del distretto colpito, del rischio vascolare globale del paziente, e oggi anche del suo assetto genetico».

Per approfondire guarda anche “Rottura della placca“

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La trombosi è la formazione di un trombo all'interno di un vaso sanguigno che riduce oppure occlude del tutto il lume di un vaso.
02/01/2017
14/04/2016
TAG: Malattie della circolazione | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Estate | Anziani | Apparato circolatorio
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
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