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25/10/2016

Bere bevande zuccherate raddoppia il rischio di diabete

bere bevande zuccherate raddoppia il rischio di diabete
GoSalute
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Bere due o più bevande zuccherate al giorno potrebbe aumentare notevolmente il rischio di sviluppare il diabete. Lo dice una ricerca di un team di studiosi del Karolinska Institute che si trova a Stoccolma, in Svezia, pubblicata sulla rivista European Journal of Endocrinology che ha analizzato i dati provenienti da oltre 2.800 persone.
 
Secondo lo studio, due o più porzioni di 200 millilitri di bevande zuccherate, consumate quotidianamente, raddoppierebbe la possibilità di sviluppare la malattia. Dal momento che una lattina standard di 340 grammi contiene più di 300 millilitri di bevanda, ciò significa che ne basterebbe appena una e mezza per rischiare di sviluppare il diabete di tipo II. Inoltre, il livello del rischio non cambia se la bevanda contiene, al posto dello zucchero, un dolcificante artificiale. Quindi, optando per la versione light, in relazione al diabete, non ci sarebbe alcuna differenza.
 

I diversi livelli di rischio

Oltre a scoprire che due porzioni di bevande zuccherate possono raddoppiare il rischio di diabete, gli studiosi hanno anche scoperto che berne più di cinque ogni giorno da 200 millilitri ciascuna moltiplica di 10 volte la possibilità di contrarre il diabete di tipo 2 rispetto a chi, invece, non ne consuma.
Un’altra analisi, poi, ha condotto i ricercatori a constatare che il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 aumenta del 20% in relazione a ogni porzione di bevanda zuccherata bevuta.
 

La ricerca

Lo studio ha preso in esame le persone con diagnosi di diabete di tipo 2 e quelle con una forma rara di diabete (LADA) che condivide sia le caratteristiche del tipo 1 che di quello 2.
 
Per LADA, infatti, s’intende il diabete autoimmune latente negli adulti: ha le caratteristiche del diabete di tipo 1, dove le cellule immunitarie del corpo distruggono le cellule che producono insulina nel pancreas. Ma, a differenza del diabete di tipo 1, che si sviluppa normalmente durante l’infanzia, nel LADA la distruzione delle cellule è molto più lenta.
 
Inoltre, il LADA si sviluppa più tardi nella vita e condivide molte caratteristiche con il diabete di tipo 2. Ad esempio, chi ne soffre non sempre ha bisogno di un trattamento immediato con l’insulina.
 

I limiti dello studio

La ricerca non è stata in grado, comunque, di dimostrare che le bevande zuccherate da sole hanno causato direttamente il diabete, dal momento che potrebbero entrare in gioco anche altri fattori, tra cui il fumo e sbagliate abitudini alimentari. Inoltre, uno dei sintomi caratteristici del diabete è l'aumento della sete: quindi, può darsi che in alcuni casi la malattia sia sopraggiunta prima e, perciò, seguita da un incremento del consumo di bevande zuccherate.
 
Al di là di queste incertezze, comunque, i risultati dello studio hanno acceso i riflettori su un altro potenziale fattore di rischio che riguarda il diabete. E, ricordiamo, per ridurre il rischio di sviluppare questa malattia, occorre seguire una dieta sana, svolgere esercizio fisico regolare, smettere di fumare e ridurre il consumo di alcol.


Per approfondire guarda anche: “Terapie per il diabete“
 
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TAG: Scienza dell'alimentazione | Diabete | Nutrizione | Endocrinologia e malattie del ricambio
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