La normativa sui trapianti d'organi è stata recentemente innovata a seguito dell'entrata in vigore della legge 1 aprile 1999 n° 91, recante "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti". Lasciando invariata la legge 29 dicembre 1993, n° 578 sull'accertamento della morte, la nuova legge ha introdotto nuove norme sulla manifestazione della volontà in merito alla donazione ed ha razionalizzato l'organizzazione dei prelievi e dei trapianti.
Un cuore, un rene, un fegato nuovo. Fino a qualche anno fa l'Italia era il Paese europeo dove il numero dei trapianti era il più basso. In tutti gli altri, dalla Spagna alla Svizzera, dalla Francia al Portogallo, gli interventi di questo tipo erano, in proporzione alla popolazione, molto più numerosi.
L'Italia ha finalmente una nuova legge sui trapianti, anche se si dovrà però attendere ancora un po' per capirne e verificarne il funzionamento, e il parere favorevole del Senato espresso il 31 marzo scorso ha varato una nuova organizzazione dell'attività di prelievo e di trapianto degli organi e dei tessuti.
Numerosi studi hanno dimostrato che il grado di compatibilità donatore-ricevente influenza l'andamento clinico del trapianto. Il rischio di rigetto dell'organo, infatti, dipende dal grado di disparità genetica tra donatore e ricevente.